ADIR - L'altro diritto

ISSN 1827-0565

Introduzione

Alessandro Morgante, 2007

L'istituzione della "Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani" permette al nostro ordinamento di recepire, anche se con ritardo, le numerose convenzioni, raccomandazioni, risoluzioni dell'Unione Europea, così come le dichiarazioni, le convenzioni o le risoluzioni dell'ONU iniziate con la Dichiarazione Universale del 1948 fino ad arrivare alla risoluzione n. 48/134 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 20 Dicembre 1993.

Permette altresì di applicare in modo significativo taluni principi generali sanciti dalla Costituzione italiana e di fornire un quadro nazionale di riferimento alle diverse iniziative che già sono state realizzate da taluni Enti Locali.

In particolare, per quanto concerne l'Autorità di Garanzia dei detenuti, l'Italia si allinea con quanto già realizzato da molti paesi europei per seguire la raccomandazione della Commissione europea dell'11 Gennaio 2006 che, nei principi fondamentali, al punto 9, riconosce che "tutte le carceri devono essere oggetto di una ispezione regolare da parte del Governo e devono essere controllate da un'Autorità indipendente".

E' maturata, anche nel nostro ordinamento, un'accresciuta sensibilità nei confronti di tematiche riguardanti i diritti umani sia da parte della società civile che da parte della classe politica.

Ciò non esclude il permanere di vaste zone d'ombra in cui lo Stato può, di fatto, operare senza controlli efficaci. E' quindi importante l'Istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani.

La risoluzione adottata dall'Assemblea delle Nazioni Unite il 20 Dicembre 1993 impegna gli Stati membri ad istituire organismi nazionali, autorevoli ed indipendenti, per la promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. L'Italia è uno dei paesi europei che non ha dato attuazione alla risoluzione ONU.

Il presente lavoro si pone l'obiettivo primario di analizzare le esperienze dei Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale maturate in alcuni Enti territoriali e, segnatamente, quelle del Comune di Roma, di Torino e della Provincia di Milano, oltre ad approfondire l'esame del disegno di legge presentato dall'On. Mazzoni (A. C . n. 626) e approvato dall'assemblea della Camera il 4 Aprile 2007 in testo unificato: trasmesso al Senato giorno successivo (A.S. 1463) è in attesa di iniziare il suo iter dopo essere stato assegnato alle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia in sede referente.

Tale analisi costituisce l'approdo finale di una fase di riflessione in cui sarà affrontato lo studio della nascita e dello sviluppo dell'Istituto della difesa civica nei vari ordinamenti europei, con progressiva focalizzazione dell'attenzione prima sul Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, poi sul Provedor de Justiça portoghese e su altre esperienze verificatesi nel vecchio continente.